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Si aggrava la crisi umanitaria nella
Repubblica Democratica del Congo
L'UNICEF LANCIA UN APPELLO PER
AIUTARE I BAMBINI CONGOLESI
Ginevra/New York, 15 febbraio
- E' aumentato drammaticamente nella scorsa settimana,
riferisce l'UNICEF, il numero dei civili in fuga dai
combattimenti nel distretto dell'Ituri, Congo orientale.
Il conflitto si è inasprito di recente, provocando
la fuga di 50.000 persone dai villaggi nei primi dieci
giorni di febbraio; negli ultimi tre giorni i rapporti
dalla regione segnalano altri 30 - 35.000 sfollati.
Il Direttore dell'UNICEF, Carol Bellamy, sottolinea
che la ripresa del conflitto nell'Ituri segna "un
letale passo indietro per i bambini congolesi e una
seria minaccia al processo di pace" avviato
lo scorso anno nella Repubblica Democratica del Congo,
dopo 5 anni di conflitti che hanno fatto oltre 3,8
milioni di morti: una delle guerre più sanguinose
dalla fine della seconda guerra mondiale, ma anche
una delle emergenze più dimenticate del pianeta.
"Dobbiamo costruire una mobilitazione urgente
per il Congo, pari a quella per lo tsunami, per fermare
la strage di bambini" ha dichiarato Bellamy "Questo
è un paese che si stava muovendo verso il processo
di pace, con la promessa di nuove elezioni a giugno.
I rinnovati attacchi contro i civili mettono a rischio
il processo di transizione e rappresentano una tragedia
per i bambini congolesi". La maggior parte
delle vittime sono civili e in maggioranza bambini.
Molti sono stati uccisi durante il conflitto, ma una
larga parte di loro sono morti di malattie e di denutrizione.
Così come le case, sono stati distrutti ospedali
e scuole. Famiglie e intere comunità hanno
provato a scappare, ritrovandosi senza cibo, acqua,
ripari e prive di ogni servizio di base. Circa 1,4
milioni di bambini soffrono di forme acute di malnutrizione.
L'area più colpita dall'attuale ripresa del
conflitto è la zona di Djugu, appena a nord
di Bunia. I villaggi sono stati saccheggiati e bruciati
da gruppi armati collegati ai diversi gruppi etnici.
Le testimonianze di civili terrorizzati confermano
che si sono verificate uccisioni di massa, stupri
e saccheggi.
Katia Marino, responsabile UNICEF per la scuola a
Bunia, appena tornata da una missione in uno dei quattro
nuovi centri che ospitano gli sfollati, ha dichiarato
che ogni giorno continuano ad arrivare altre famiglie.
"Non appena si esce da Bunia non c'è
sicurezza, a parte questi pochi centri protetti dalle
forze di pace delle Nazioni Unite. Ci sono uomini
armati, c'è un senso di terrore ed è
molto difficile raggiungere la popolazione che ha
bisogno del nostro aiuto".
L'UNICEF ha avviato un intervento di soccorso su vasta
scala per assistere le circa 50.000 persone che sono
riuscite a raggiungere i quattro luoghi sicuri sorvegliati
dalle truppe dell'ONU. Gli interventi riguardano la
fornitura di acqua potabile e servizi sanitari, la
distribuzione di materiali per ripari e per la cottura
dei cibi, e la distribuzione di biscotti ad alto contenuto
proteico per i bambini a rischio. Sabato scorso l'UNICEF,
insieme ai suoi partner locali, ha distribuito generi
per 11.000 famiglie e prevede la distribuzione per
altre 5.000 famiglie entro i prossimi giorni. E' prevista
la vaccinazione dei bambini contro il morbillo e l'avvio
di un programma di istruzione d'emergenza. L'UNICEF
ha lanciato un appello per 34,6 milioni di dollari
per gli interventi di emergenza nel 2005.
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Appello per aiutare
i bambini Congolesi
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