|
|
 |
IL PROGRAMMA VERSO UNA SCUOLA AMICA DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI
Il programma Verso una Scuola Amica delle bambine e dei bambini nasce in Italia in via sperimentale, ma in sintonia con l'azione di altri Comitati Nazionali UNICEF europei e uffici sul campo in Paesi del Sud del mondo.
Come le altre azioni che l'UNICEF promuove a livello nazionale e internazionale, questo programma si pone l'obiettivo di creare un sistema organico di interventi sociali e politici al fine di dare a tutte le bambine, i bambini e gli adolescenti uguali opportunità di sviluppare nel modo più completo la propria personalità, le proprie facoltà e attitudini.
L'iniziativa Verso una Scuola Amica intende attivare una serie di processi mirati a rendere le scuole luoghi fisici e relazionali nei quali i diritti dei bambini e dei ragazzi siano concretamente vissuti e si realizzi dunque un ambiente "a loro misura".
PROGETTO 2007-2008: "NESSUNO ESCLUSO"
Nell'amibito del Programma "Verso una Scuola Amica dei bambini e dei ragazzi", le proposte inserite nella pubblicazione "Percorsi di lavoro verso una scuola amica" si rivolgono alle scuole di ogni ordine e grado; inserite nella sperimentazione del biennio obbligatorio della scuola secondaria di II grado, possono dare un contributo alle innovazioni proposte per quanto rioguarda in particolare le "competenze chiave di cittadinanza".
Le prorposte che riportiamo di seguito sono state ideate tenendo conto di alcuni fattori:
- le risorse locali di cui possono disporre i singoli Comitati Provinciali per l'UNICEF;
- le collaborazioni eventualmente già attivate con istituti scolastici del territorio;
- le iniziative già in atte nelle scuole volte a promuovere i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza enunciati nella Convenzione;
- la disponibilità delle scuole ad accogliere nelò proprio piano dell'offerta formativa attività realizzate in collaborazione con l'UNICEF a volte all'attuazione dei diritti enunciati nella Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
In modo schematico, tuttavia utile nel determinare gli ambiti delle scelte dei Comitati Provinciali, vengono proposte di seguito alcune modalità di intervento che vanno da una "proposta di discussione, di osservazione sull'attuazione dei diritti degli allievi" fino all'elaborazione di una "strategia di progettazione partecipata" per realizzare una "scuola amica".
- Nel caso in cui non sia in atto alcuna collaborazione con la scuola il Comitato Provinciale potrà rivolgersi, anche attraverso vie informali (conoscenze di docenti, di genitori...) al dirigente scolastico per presentare la Convenzione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza ai docenti e agli studenti,al fine di avere la segnalazione di un referente degli studenti.
I docenti e gli studenti istruiranno le modalità attraverso cui coinvolgere il collegio dei docenti, i consigli di classe e l'assemblea degli studenti, il comitato genitori e il consiglio d'istituto. In seguito si potranno proporre iniziative relative a verifiche sull'attuazione dei diritti dei ragazzi e delle ragazze, insieme alla presentazione del programma "Verso una Scuola Amica".
- Proposte di osservazione e di discussione sull'attuazione dei diritti dei bambini e dei ragazzi. Tramite un referente di scuola già individuato o un collaboratore o un volontario del Comitato che si occupa delle attività con le scuole potranno essere avanzate proposte di osservazione e di discussione sull'attuazione dei diritti dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze. Le proposte di una discussione potranno partire dalla raccolta di osservazioni fatte dagli alunni, proseguire con l'analisi dei dati e terminare con una riflessione sull'attuazione dei diritti degli allievi nella scuola, nella città in cui si vive.
- Proposte per progetti, attività di laboratorio, ricerche già in atto nella scuola. L'UNICEF potrà proporre alcuni incontri con gli alunni e con i docenti, al fine di mettere in evidenza quanti progetti, le attività di laboratorio, le ricerche, contribuiscono a realizzare i diritti dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze.
In questa fase andrà promosso e valorizzato il protagonismo degli studenti e la loro creatività nel costruire eventi, organizzare performance, realizzare forme nuove di comunicazione. Ci si riferisce a progetti, ad attività attraverso cui si apprendono regole del vivere e del convivere: progetti ed attività volte alla promozione del benessere e dei corretti stili di vita, alla cura dell'ambiente, all'attività motoria e sportiva, all'educazione sessuale ed affettiva, all'educazione stradale, all'educazione interculturale, all'educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva. Sono progetti e attività che spesso hanno come obbiettivo la realizzazione di un "prodotto": un evento, una mostra, una pubblicazione, un intervento sul territorio o all'interno della scuola.
Per le tre tipologie di attività si potranno utilizzare, come strumenti di analisi e di valutazione dei progetti e delle attività di laboratorio, di ricerca e di autovalutazione da parte degli alunni, della loro partecipazione
- il quadro degli indicatori collegato al documento che descrive i nove passi
- il documento che riporta alla Convenzione una sintesi dei "diritti all'apprendimento e alla formazione integrale della persona umana".
- I progetti sono elaborati dai referenti UNICEF della scuola, insieme al Comitato provinciale UNICEF, si attuano con le modalità della progettazione partecipata già proposta nel programma di Scuola Amica degli anni passati e vengono accolti nel piano dell'offerta formativa dell'istituto.
La strategia educativa della progettazione partecipata che l'UNICEF propone nei suoi programmi per costruire una Scuola Amica dei bambini e dei ragazzi, adotta metodologie didattiche capaci di valorizzare l'attività di laboratorio e l'apprendimento centrato sull'esperienza, valorizza le forme di autonomia e di partecipazione studentesca; contribuisce a realizzare le competenze chiave di cittadinanza da acquisire al termine dell'istruzione primaria.
I progetti elaborati dai referenti UNICEF della scuola potranno essere realizzati in orario scolastico nell'ambito della quota di flessiibilità oraria del 20% del curricolo nazionale e come attività svolte in orario extrascolastico in cui la scuola rimane aperta per progetti di potenziamento culturale degli studenti.
Per l'attuazione di questi progetti si possono utilizzare come strumenti:
- il modello di progettazione partecipata per la realizzazione dei "diritti mancanti" o dei "diritti di difficile attuazione";
- il quadro degli indicatori collegato al documento che descrive i Nove passi;
- il documento che riporta dalla Convenzione una sintesi dei "diritti all'apprendimento e alla formazione integrale della persona umana".
|
|