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Zac, ambizioni da esportazione

Il 31 maggio dell'anno scorso, giorno più giorno meno, la Zac Music inaugurava la sua attività nel doppio ruolo di casa discografica e distributore. Alla base di questo progetto, finanziato dal Gruppo Eitoriale Sugar, stava l'idea di un'azienda in grado di operare nella più cornpleta autonomia.
Una politica che ha funzionato e ripagato i suoi assertori con un fatturato di oltre sette miliardi (assenti dal bilancio introiti da ingrosso o importazione) nel volgere dei primi dodici mesi di lavoro.
"Ho sempre creduto in un tipo di struttura indipendente e autosufficiente" dice Filippo Sugar, presidente della società, "Una struttura in grado di distribuire il suo stesso prodotto, senza doversi appoggiare a terzi entrando così in concorrenza con un'altra miriade di etichette grandi o piccole e per di più diminuendo i propri margini di guadagno".
La Zac Music, che è nata con il preciso intento di proporsi sul mercato come etichetta discografica di musica dance (fiduciosa nel futuro dell concetto di hit-single), attualrnente ingloba una serie di labels tra cui le piu importanti sono la Zac Records (con un orientamento per lo più cornmerciale), la Elite, specializzata in generi di tendenza come la progressive e la Zac International, intesa a realizzare prodotti che possano generare interesse anche e soprattutto al di fuori dell'Italia.
"Uno dei nostri maggiori propositi è quello di sviluppare il settore delle licenze" ha dichiarato Sugar. "Vogliamo acquisirne, ma anche cederne all'estero. Del resto, il vero potenziale della musica Italiana oltre confine è nella dance.
Anche per questo fin dall'inizio abbiamo pensato di privilegiare proprio tale filone. Uno degli obiettivi originari della Zac tra I'altro, era quello di rinverdere il catalogo del Gruppo Editorile Sugar che, non a caso, ha grandi interessi anche all'estero per le molte società che lo gestiscono". Sul fronte della distribuzione la Zac ha accorrdi esclusivi con MCA Music Entertainment (per il solo supporto a 12 pollici) con la Insieme srl (per tutti i formati singoli) e con altre etichette minori. Ma non è questa l'attività su cui punta l'azienda, la quale intende la distribuzione non tanto come un "business", quanto come uno strumento funzionale all'autonomia delle sue stesse etichette.
"Non ci interessa aumentare il numero delle distribuite e neanche mettere in piedi una rete di venditori. Questo non finirebbe che appesantire la nostra struttura che è invece risultata vincente percheè leggera e dunque flessibile e aggressiva" dice Sugar, il quale aggiunge che mirando ad una crescita nel rispetto della qualità e dei valori etici e professionali, la Zac lavorerà su tre fronti: "Innanzitutto presteremo particolare attenzione al prezzo, cercando di mantenerlo inalterato il più a lungo possibile, affinchè risulti sempre conveniente sia per noi che per il consumatore.
In secondo luogo intendiamo rinobilitare il prodotto, realizzando compilation che non siano, come spesso accade, un'accozzaglia di brani e promuovendo una dance valida, seria e fatta anche con amore e convinzione. Purtroppo, infatti, il profilo di questa musica e spesso mortificato dall'opera di chi vi ripiega a malavoglia avendo fallito nel pop.
Per quanto riguarda le compilation poi, che per noi rappresentano il 50% circa del fatturato (il 3% e rappresentato dalla vendita dei mix e il resto dall distribuzione e, in minima parte, dai CD singoli - ndr, le uscite non supereranno comunque i due titoli al mese. Intendiamo anache operare uno sfruttamento oculato dei nostri prezzi nelle compilation.
Accordarne l'utilizo si, ma non secondo la regola imperante di dare tutto a tutti con il risultato di inflazionare il mercato e di togliere identità e pregio ai brani".

Rossella Rambaldi


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